| Programma di screening dei tumori della mammella mediante mammografia |
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| Programma di Prevenzione Oncologica |
L’ASL della Provincia di Lodi, con la collaborazione dei Medici di Famiglia ed in accordo con le Amministrazioni Comunali, ha avviato un programma di diagnosi precoce dei tumori della mammella rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni che, previo appuntamento, potranno sottoporsi gratuitamente a mammografia. |
Perché fare la mammografia?
In Italia, come in tutto il mondo occidentale, il cancro del seno è la prima causa di morte per tumore nelle donne sopra i 45 anni.
Con la mammografia, l'insorgenza di un tumore alla mammella si può scoprire molto precocemente e la guarigione può essere ottenuta anche senza asportare la mammella.
Più piccolo è il tumore individuato, più aumentano le probabilità di guarigione senza interventi distruttivi.
Prima dei 50 anni, però, poiché la mammella è ancora troppo stimolata dagli ormoni femminili che la rendono più densa, l'esame mammografico è di più difficile lettura.
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Che cos'è la mammografia?
E' un'indagine radiologica rapida e non dolorosa che consente lo studio del seno.
Rappresenta il metodo più efficace per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della mammella, soprattutto nelle donne sopra i 50 anni.
La mammografia non è pericolosa: la dose di raggi X utilizzata è molto bassa, quindi il rischio è trascurabile e, comunque, di gran lunga inferiore ai vantaggi offerti dall'esame.
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Come si accede all'esame?
Le donne di età compresa tra 50 e 69 anni saranno invitate, tramite lettera che conterrà luogo e data dell'appuntamento, presso una delle sedi di esecuzione dell'esame.
Non si paga ticket, né occorre la richiesta del medico: sarà sufficiente presentare la lettera d'invito per essere sottoposte all'esame.
Ogni due anni le donne con precedente esame normale e che ancora rientrano nella fascia di età individuata saranno convocate per una nuova mammografia.
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Se si desidera avere ulteriori informazioni ci si può rivolgere al n. verde telefonico 800.44.00.99 del Centro Screening dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 14.00. |
La salute non è solo una questione di fortuna.
Bisogna saper sfruttare le occasioni giuste.
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Per saperne di più |
Il programma di screening per la prevenzione dei tumori della mammella, attuato nella nostra A.S.L. a partire da ottobre 2002, coinvolge l'intera popolazione residente di età tra 50 e 69 anni e viene effettuato mediante mammografia.
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Perchè |
Perché si attua un programma di screening su una popolazione?
In generale, si attiva un programma di screening per diagnosticare precocemente una malattia, prima della comparsa dei sintomi, e per avviarne tempestivamente la cura. Una cura precoce ha dei vantaggi rispetto ad un trattamento tardivo in termini di guarigione, di sopravvivenza alla malattia, ma anche di aggressività della cura (ad es. un intervento chirurgico sarà meno distruttivo all’inizio della malattia).
Quali sono le condizioni che consentono di attuare un programma di screening su una popolazione?
Per attivare un programma di screening sono necessarie le seguenti condizioni:
- la malattia che si vuole identificare è un problema di salute pubblica che coinvolge un elevato numero di persone;
- esistono lesioni precancerose e/o stadi precoci nel corso dello sviluppo della malattia che si possono diagnosticare;
- il trattamento terapeutico nello stadio precoce della malattia comporta vantaggi (diminuzione di mortalità e/o di nuovi casi) rispetto al trattamento in uno stadio più tardivo;
- il test è accettabile dalla popolazione ed è, inoltre, ripetibile, innocuo, facile da eseguire e di basso costo;
- l’esame di screening deve essere gratuito, quale riconoscimento del significato sociale dello screening.
A cosa serve fare lo screening?
La mammografia di screening seleziona, all'interno della popolazione “bersaglio”, costituita dalle donne senza sintomi tra i 50 e i 69 anni di età, quelle apparentemente sane che possono avere una malattia, rispetto a quelle che sono veramente sane.
E' possibile che lo screening dia risultati sbagliati?
Come accade per tutti gli esami, è possibile, anche se in piccola percentuale, che la mammografia dia falsi negativi (risultati normali in persone ammalate) o falsi positivi (risultati anormali in persone sane).
La mammografia può portare anche ad identificare forme a bassa potenzialità evolutiva che potrebbero guarire spontaneamente o che non si sarebbero mai manifestate con dei sintomi. Si potrebbe verificare, in questi casi, un sovra-trattamento, con ricorso ad indagini successive inutili, con tutti i disagi che ciò può comportare.
Si fa uno screening solo per verificare se vi è uno stato di malattia non noto?
La mammografia rappresenta, per molte donne, un'utile conferma delle proprie condizioni di salute. Questa rassicurazione deve essere ottenuta con il minimo indispensabile di attività medica e il massimo possibile di sicurezza.
La mammografia non è solo una promessa di diagnosi, ma una complessiva presa in carico della persona che si attua attraverso l'informazione costante, la massima riservatezza ed il sostegno individuale, ove opportuno.
Perché sono soggette a screening mammografico solo le donne in determinate fasce di età?
Numerosi studi hanno dimostrato che la mammografia è utile nel ridurre la mortalità per tumore della mammella nelle donne tra i 50 e i 69 anni, che è considerato il periodo a maggior rischio.
Per le altre fasce di età, in particolare tra i 40 e i 49 anni, è ancora allo studio l’efficacia della mammografia perché la diagnosi è più difficile ed i vantaggi dell’allargamento dello screening non sono ancora del tutto accertati. Per altro, vi è anche un maggior rischio di trattare tumori che non si sarebbero sviluppati, con un numero più alto di falsi positivi.
E' utile effettuare la mammografia anche prima dell'età prevista?
Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, si è ritenuto di non anticipare alle donne con meno di 50 anni il programma di screening organizzato; infatti, le difficoltà di lettura di un esame mammografico eseguito in giovane età, quando la mammella è più densa, ne sconsigliano l’effettuazione nell’ambito dello screening.
Dal momento che, a partire dalla Legge Finanziaria 2000, le donne di età 45 – 49 anni possono effettuare gratuitamente un esame mammografico ogni 2 anni, le stesse non saranno convocate attivamente, ma potranno eseguire una mammografia attraverso la normale prenotazione presso il CUP, sottoscrivendo un’autocertificazione; l’esame sarà eseguito secondo i criteri della mammografia diagnostica.
Anche prima dei 45 anni, tuttavia, se esiste un fondato sospetto clinico, l’esame si può eseguire su richiesta medica. In questo caso l’accesso non è gratuito.
Perché si fa lo screening del tumore della mammella?
Il tumore della mammella è la prima causa di morte per tumore nelle donne europee che hanno più di età 40 anni.
Allo stato attuale, l’insorgenza di un tumore alla mammella si può scoprire molto precocemente e la guarigione può essere ottenuta anche senza asportare la mammella. Più piccolo è il tumore individuato, più aumentano le probabilità di guarigione senza interventi distruttivi.
Numerosi studi controllati hanno dimostrato che, sottoponendo ad un controllo mammografico periodico una popolazione femminile nelle fasce d’età a maggior rischio di cancro della mammella, la mortalità per questa neoplasia diminuisce del 30-50%, grazie alla maggior efficacia del trattamento terapeutico applicato in fase precoce di malattia.
Quali sono i fattori che predispongono al tumore della mammella?
Le conoscenze disponibili consentono soltanto di esprimerci in termini, piuttosto generici, di maggiore probabilità. Con questa premessa si può sottolineare come alcune condizioni sono state messe in relazione, direttamente o indirettamente, con un maggior rischio di sviluppare un tumore mammario:
- il non aver figli
- l’aver avuto la prima gravidanza in età tardiva
- l’aver avuto precocemente la prima mestruazione
- l’aver avuto la menopausa tardivamente
- l’avere già avuto un carcinoma della mammella
- l’avere familiari (madre o sorelle) che hanno avuto un tumore alla mammella
Che cosa viene evidenziato con l’esame?
Si possono evidenziare noduli della mammella anche molto piccoli, spesso non palpabili, su cui intervenire precocemente con ulteriori accertamenti.
Perché è utile fare i test di screening?
La mammografia è un esame che permette di individuare l’eventuale tumore quando non è ancora palpabile (dimensioni inferiori a 1 cm). Se il tumore è piccolo, aumentano le possibilità di guarigione e l’intervento chirurgico è conservativo (molto ridotto).
Nel caso in cui l’esame sia risultato negativo, è indispensabile ripetere la mmammografia quando si viene chiamate nuovamente?
La mammografia è un esame che va ripetuto periodicamente anche se il precedente esito è risultato normale, in quanto è possibile ammalarsi successivamente. In assenza di particolari indicazioni, l’intervallo ottimale per la ripetizione della mammografia è di 2 anni.
L'esame va effettuato anche se non è presente alcuna sintomatologia?
Sì, è necessario effettuare l'esame soprattutto quando non è presente alcuna sintomatologia perché, nelle sue fasi iniziali, il tumore della mammella non dà alcun sintomo. E' possibile, in tal modo, fare una diagnosi precoce.
Quando i sintomi sono tali da indurre la donna a consultare il medico, la malattia può essere ormai in una fase avanzata.
E' possibile l'insorgenza di un tumore dopo un esame negativo?
Sì; è raro, ma è tuttavia possibile che un tumore della mammella insorga dopo una mammografia risultata normale e prima dell'esame successivo (lesione, tumore o cancro di intervallo).
Per questo si suggerisce l’autopalpazione del seno nel periodo che intercorre fra gli esami e di rivolgersi al Medico di fiducia per ogni sospetto.
L’ecografia è un esame più efficace della mammografia?
No, l’ecografia, con la visita, è un esame di completamento della mammografia quando questa presenta immagini che non sono chiare o noduli o addensamenti al seno. Da sola, generalmente, non è in grado di evidenziare anomalie della mammella di piccole dimensioni.
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Come, quando? |
Come si prenotano le mammografie di screening?
Gli esami di screening non si prenotano in quanto vengono programmati direttamente dagli operatori dell'A.S.L.
L'interessata riceverà a casa una lettera contenente tutte le informazioni utili ad effettuare l'esame.
Quale ordine di chiamata viene utilizzato?
L'ordine di chiamata è impostato in base a:
- età (prima le donne più anziane che usciranno prima dal programma di screening)
- scadenza di un precedente esame (ove disponibile)
Eventuali dubbi rispetto a ritardi nella chiamata possono essere segnalati telefonando al n° verde del Centro Screening 800 44 00 99 (dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 14.00)
E' possibile cambiare la data e l'ora dell'appuntamento?
Sì, è possibile rivolgendosi al numero verde, segnalato anche sulla lettera d'invito; un problema organizzativo non deve essere un motivo per rinunciare all'esame.
Se l’esame è stato eseguito da meno di due anni al di fuori dello screening, la mammografia non deve essere ripetuta a meno che non esistano indicazioni mediche che consigliano l'esecuzione di una mammografia annuale. Nel corso del successivo biennio si verrà nuovamente invitate per eseguire nuovamente l’esame in screening.
Pur essendo nella fascia d'età interessata ma non avendo ancora ricevuto l'invito, è possibile anticipare il test e farlo al più presto?
Si può chiamare il n. verde del centro Screening (tel. 800 44 00 99 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 14.00) per chiedere di poter accedere spontaneamente all’esame o per segnalare un eventuale ritardo nella chiamata.
Serve la richiesta del medico curante?
No, mai. Per gli esami che fanno parte dello screening è sufficiente portare la lettera d'invito o seguire le indicazioni ricevute telefonicamente dagli Operatori del Centro Screening.
Si possono prenotare o effettuare anche altri esami?
No, mai. Ogni esame eseguito al di fuori del programma di screening deve essere richiesto dal Medico curante e prenotato attraverso i centri di prenotazione esistenti.
E' necessario portare con sé una documentazione sanitaria?
E' consigliabile portare in visione la documentazione sanitaria di eventuali esami (ad es. la mammografia precedente) o trattamenti effettuati, soprattutto in caso di richiamo per approfondimento di un test alterato o nel caso in cui la donna sia stata seguita presso altri centri.
I radiogrammi degli esami precedenti, potranno essere ritirati dopo aver ricevuto a casa l’esito della mammografia, secondo le indicazioni rilasciate al momento dell’esecuzione dell’esame.
Le lastre della mammografia di screening non verranno consegnate, ma rimarranno presso l’archivio dello screening e vengono utilizzate per il confronto negli esami mammografici successivi al primo; se la donna lo desidera, può comunque richiedere al Centro Screening una copia del proprio esame che Le sarà rilasciata a pagamento.
Bisogna pagare un ticket?
Per le donne inserite nel programma di screening, l'esame e gli eventuali successivi approfondimenti diagnostici (ecografia, biopsia) sono gratuiti.
Viene rilasciata una giustificazione per l'assenza dal lavoro?
Sì, a richiesta dell'interessata.
Si può eseguire l'esame se si hanno le mestruazioni?
Non vi sono controindicazioni. Generalmente, nella fascia di età sottoposta a screening, le donne sono in menopausa.
È comunque consigliato evitare il periodo premestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria e l’esame è più fastidioso.
In che cosa consiste l'esame?
La mammografia è una radiografia della mammella. La donna viene invitata ad appoggiare una mammella per volta su un piano ed a seguire le istruzioni dell’operatore.
La mammella viene leggermente compressa e vengono eseguite le lastre in due proiezioni (orizzontale e verticale).
Da chi viene eseguito l’esame?
L’esame viene eseguito da Tecnici Radiologi che hanno seguito corsi di preparazione specifica.
Quali strumenti vengono usati per l'esecuzione dell'esame?
Si usano un apparecchio radiografico a bassa emissione di radiazioni (mammografo) e pellicole radiografiche.
Tutte le apparecchiature utilizzate nel programma di screening sono sottoposte a rigorosi controlli di qualità che garantiscono la massima affidabilità.
L'esame è doloroso?
No. Alcune donne provano un leggero fastidio al momento della compressione della mammella. Può essere più doloroso in fase pre-mestruale, per la maggior tensione mammaria.
L'esame dura pochi minuti.
Oltre all’esame di screening viene eseguita anche una visita medica specialistica?
No. Nella grande maggioranza dei casi, le donne che eseguono l’esame sono sane e lo screening mira a identificare eventuali lesioni iniziali che non danno sintomi.
Solo se vengono evidenziate immagini non chiare è necessario effettuare, in un momento successivo, la visita specialistica.
Quali sono i tempi previsti per avere la risposta all'esame?
Il tempo di risposta è, in genere, di quattro settimane dal momento dell'esame.
Questo tempo serve al personale preposto per formulare una risposta completa ed effettuare i necessari controlli di qualità.
L’esito dell’esame verrà spedito a casa. Le radiografie verranno invece trattenute e serviranno ai medici Radiologi per i confronti nelle successive mammografie a cui l’utente verrà invitata.
In caso di necessità è possibile richiederne una copia, secondo le indicazioni ricevute al momento dell’esecuzione dell’esame.
Come si può fare per avere una risposta immediata?
Non è possibile avere una risposta immediata perché, anche se l'esecuzione del test è rapida, l’osservazione delle lastre e la valutazione sono fatte dal Medico Radiologo successivamente.
A chi e in che modo viene comunicato l'esito dell'esame?
Se il risultato dell’esame è normale, la risposta scritta viene spedita a domicilio.
Se l'esame non è ben leggibile o vi si rilevano delle alterazioni, l'interessata viene contattata direttamente per ripeterlo o per eseguire ulteriori accertamenti diagnostici.
Quanto tempo passa tra un esame e l'altro?
Due anni, a meno che il primo test non suggerisca opportuno fare una mammografia ad un intervallo più breve.
Perché è stato definito un intervallo così lungo?
E’ stato dimostrato che due anni è un tempo sufficiente per fare la diagnosi precoce nella grande maggioranza dei casi. Molti studi scientifici hanno dimostrato che il vantaggio di un intervallo più corto è limitato.
E' tuttavia utile che la donna presti particolare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi, quali palpazione di un piccolo nodulo al seno o secrezioni dai capezzoli, e ne parli al Medico curante.
Cosa si deve fare quando è ora di ripetere l'esame?
Il successivo controllo viene prenotato direttamente dagli operatori del Centro di screening.
L'interessata riceverà una lettera a casa, alla scadenza del periodo di intervallo, nella quale sono contenute le indicazioni necessarie.
Quali possono essere i motivi che richiedono approfondimenti dopo l'esame?
Il motivo più comune è che la mammografia non sia riuscita perfettamente e, quindi, non sia interpretabile. L’interessata viene richiamata per eseguire una nuova mammografia.
Anche quando vi sono dubbi o si evidenziano alterazioni minime, l’interessata viene richiamata per eseguire altri accertamenti finalizzati a confermare o escludere la presenza di tali alterazioni. In questo caso, può essere necessario eseguire lastre aggiuntive, una visita specialistica, una ecografia.
Nel caso in cui il test sia stato eseguito di recente, si deve rifare?
No, il test non si deve rifare.
Se esistono sintomi o problemi clinici, su richiesta del Medico curante o dello specialista, può essere opportuno eseguire un nuovo accertamento. Questi casi, però, non rientrano nel programma di screening.
Si può effettuare l'esame in stato di gravidanza?
In genere questo problema non esiste perché lo screening è rivolto a donne con almeno 50 anni.
Comunque, in generale, la mammografia non si esegue in gravidanza.
Cosa fare se si hanno familiari con patologie tumorali?
E’ stato osservato in studi epidemiologici che la presenza di patologie tumorali della mammella nelle madri o nelle sorelle aumenta il rischio.
La mammografia di screening va comunque eseguita ogni due anni anche in questi casi.
Aver subito l’asportazione di una mammella condiziona l'esame?
Non ci sono controindicazioni. L’esame verrà effettuato sull’altra mammella.
Essere sottoposte a chemioterapia condiziona l'esame?
Non vi sono controindicazioni.
Se si ha già avuto diagnosi di tumore mammario presso un altro centro, cosa si deve fare se si riceve la lettera d’invito per lo screening?
In questo caso è preferibile che la donna completi il suo programma di controlli presso il Centro in cui è seguita, dopo la diagnosi di tumore. Al termine del suo percorso terapeutico potrà tranquillamente riprendere i controlli di screening. Se però in questo centro non vengono fatti controlli anche sulla mammella sana, è opportuno aderire allo screening.
Può essere dannoso fare tante mammografie visto che sono radiografie?
Nei nostri ambulatori vi sono moderne apparecchiature che permettono di utilizzare dosi di raggi X molto basse. Si effettuano inoltre, sistematicamente, obbligatori controlli di qualità sia delle attrezzature che delle procedure utilizzate. Il rischio, quindi, è estremamente basso e di gran lunga inferiore ai vantaggi offerti dalla mammografia.
E’ comunque opportuno non accorciare gli intervalli previsti tra un esame e l’altro se non su indicazione clinica specifica (controllo a sei mesi di una immagine poco chiara, comparsa di un nodulo, ecc.).
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Termini poco chiari |
Agoaspirato
Consiste nel prelievo di cellule, effettuato con ago sottile. E’ una tecnica di ausilio all’esame clinico e alle indagini di approfondimento eseguibili dopo mammografia; consente l’esame citologico (studio delle cellule) di alterazioni sospette.
L’indagine può essere eseguita, a seconda delle circostanze, su guida clinica (palpazione) oppure su guida ecografica o ancora mammografica.
Biopsia
E' un prelievo di piccole quantità di tessuto che viene esaminato al microscopio a scopo diagnostico.
Nello screening del tumore della mammella è un prelievo chirurgico di piccole quantità di tessuto. Può essere eseguita in anestesia locale o generale ed è di facile esecuzione.
Calcificazioni
Sono piccoli depositi di sali di calcio, visibili solo con la mammografia, presenti in diverse patologie mammarie.
Le calcificazioni possono verificarsi sia in caso di patologie benigne (come negli esiti di mastopatia fibrocistica) sia in zone di trasformazione in senso neoplastico.
Cancro
E’ un tumore maligno o neoplasia maligna.
Citologico
Attinente allo studio delle cellule.
Compressione della mammella
E’ una manovra che viene eseguita durante la mammografia. A volte è lievemente fastidiosa o, più raramente, provoca modesto dolore. E’ necessaria per usare una minore quantità di radiazioni e avere un esame più leggibile che permetta, quindi, una diagnosi più precisa.
Ecografia
E’ un esame che utilizza gli ultrasuoni e non i raggi X.
Permette di controllare noduli palpabili oppure evidenziati solo dalla mammografia ed è in grado di distinguere se sono solidi o se contengono materiale liquido (cisti).
Con l’ecografia non si vedono noduli inferiori a 0.7 – 0.8 cm., soprattutto se sono immersi in tessuto adiposo.
L’ecografia non può sostituire la mammografia, che rimane l’unico test di screening.
Istologia
E' la disciplina che studia la struttura cellulare dei tessuti anche mediante esami al microscopio.
Mammografia
E’ un esame radiologico che fornisce un’immagine della mammella e ne consente lo studio.
E’ l’indagine più affidabile per la diagnosi precoce del tumore della mammella perché riesce a mettere in evidenza anche lesioni molto piccole, come le microcalcificazioni.
Per raggiungere questo scopo deve essere una mammografia di buona qualità, eseguita da personale appositamente formato, con apparecchiature adeguate e periodicamente controllate. Queste condizioni vengono garantite negli screening organizzati.
Mastopatia fibrocistica
E’ una malattia della ghiandola mammaria che presenta un tessuto di costituzione fibrosa (abnorme presenza di fibre).
Microbiopsia mammaria
Consiste nel prelievo di un frustolo di tessuto effettuato con una sorta di grosso ago dotato di mandrino (tru-cut).
E’ una tecnica di ausilio all’esame clinico e alle indagini di approfondimento eseguibili dopo mammografia; consente l’esame istologico di alterazioni sospette.
L’indagine può essere eseguita, a seconda delle circostanze, su guida clinica oppure su guida ecografica.
Neoplasia
E' la formazione, per lo più patologica, di nuovi tessuti. Si usa come sinonimo di tumore.
Nodulo
E’ un addensamento circoscritto nella mammella.
Si può vedere come zona opaca effettuando la mammografia, come area solida o cistica con l’ecografia o si può sentire con la palpazione (quando sufficientemente grande).
Programma di screening
E' un intervento programmato di diagnosi precoce, effettuato dal Servizio Sanitario e rivolto a un ben definito gruppo di persone (popolazione bersaglio), a cui viene offerto attivamente un test di facile esecuzione, ripetibile, innocuo, di basso costo e gratuito.
Viene inoltre garantita gratuitamente la successiva assistenza diagnostica qualora si rendesse necessario.
I programmi di screening sono sottoposti ad accurati controlli di qualità in tutte le fasi.
Raggi X
Sono raggi emessi da una particolare apparecchiatura che permettono di “vedere” all’interno dei tessuti e distinguere le loro differenze.
I raggi emessi utilizzando i mammografi attualmente in commercio sono di entità modesta e, se l’esame è ben eseguito, la dose che viene assorbita è molto bassa.
Screening
E' un intervento sanitario che ha lo scopo di mettere in evidenza la presenza di una malattia nelle sue fasi iniziali, quando ancora non dà sintomi.
L'individuazione delle fasi precoci della malattia può permettere di intervenire tempestivamente per le cure più appropriate, facilitando la guarigione e riducendo la mortalità.
E' proponibile solo qualora ne sia stata provata scientificamente l'efficacia in termini di riduzione della mortalità per quella determinata malattia e/o dello sviluppo di nuovi casi.
Lo screening è un modo per selezionare, con un test (in questo caso la mammografia), in una popolazione ben definita e sana (che non presenta sintomi), un piccolo gruppo di persone da sottoporre a successive indagini diagnostiche di approfondimento per stabilire se sono portatrici o no della patologia di cui si intende fare la diagnosi precoce.
Lo screening non si effettua in persone che già abbiano sintomi o in cui la malattia sia evidente.
Stereotassi
E’ una tecnica utile alla individuazione di lesioni non palpabili: utilizzando particolari accessori dei comuni mammografi, è possibile inserire la punta di un ago anche in lesioni di pochi millimetri e ottenere l’aspirazione di materiale cellulare o il prelievo di un frustolo di tessuto.
Sempre mediante stereotassi è possibile inserire un repere metallico o del carbone inerte in una piccola lesione sospetta e facilitare il successivo intervento di exeresi chirurgica.
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